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Volo Basso Senza Interferenze | Volo Basso Senza Interferenze |
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La protagonista senza nome di questo originale romanzo d’esordio ha un dono eccezionale: può volare. Ma qui sembra essere la cosa più naturale del mondo. Per farlo, assicura, basta avere a disposizione un davanzale dal quale saltare, e una dose consistente di concentrazione. Lei, adulta che vede il mondo con lo sguardo limpido di un bambino, lo fa tutti i giorni, né più né meno di una cornacchia o di un piccione di città. I suoi voli su Milano e dintorni analizzando venti, nuvole e condizioni atmosferiche, accompagnati spesso da colonne sonore che vanno da Mozart ai Velvet Underground, da Aphex Twin a Nick Drake, non sono estremi, non sfidano le alte quote, ma proprio per questo risultano incredibilmente appaganti perché assomigliano ai sogni.
Svolazzando si fanno tanti incontri. Nonostante sia più portata all’isolamento, ad abitare l’aria piuttosto che la terra, la ragazza che vola frequenta una variegata, eccentrica folla di personaggi off ma per niente privi di solidità psicologica e morale, tra cui un’anziana squatter un po’ filosofa, un poliziotto innamorato della sua gracula religiosa, un ristoratore con la passione per i proverbi, un ex lattaio che alleva pesci combattenti, un cistercense che canta Dylan.
Ad ognuno di loro dedica una curiosità partecipe e insieme distaccata, il tutto reso con un linguaggio surreale e straniante, essenziale ma appassionato, carico di suggestioni e rimandi visivi, da cui emerge una capacità (volare) che invece di distanziare dalla terra fa acquistare una vista sempre più acuta su ciò che avviene tra gli umani. E una consapevolezza: che la fantasia e l’incanto abitano dove meno ce lo si aspetta, anche dietro l’angolo di casa. |
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