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Il PIL 2009? Abbattiamolo di un altro 0,5. Tra gli emendamenti al DL Anticrisi c’è anche questo. | Il PIL 2009? Abbattiamolo di un altro 0,5. Tra gli emendamenti al DL Anticrisi c’è anche questo. |
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Tra i 1.400 emendamenti al decreto legge anti crisi che la Commissione Finanze della Camera sta esaminando uno produrrebbe l’immediata restrizione dell’accesso al credito alle famiglie e una richiesta di garanzie aggiuntive, penalizzando soprattutto i consumatori più virtuosi.
Milano, 2 Gennaio 2009 (PRstelor.eu) - Bizzarrie di fine anno. La Commissione Finanze della Camera sta completando la selezione degli emendamenti al c.d. Decreto Legge Anticrisi, da presentare al Governo a cavallo dell’Epifania. In questa moltitudine il Ministro Tremonti dovrà dotarsi di cento occhi per spulciarli ad uno ad uno perché, incredibilmente, tra di essi ce ne sono alcuni che sono non anti ma pro-crisi. Un esempio per tutti: l’emendamento 14.09 presentato da Fugatti, Bitonci, Simonetti, Forcolin, Comaroli e Poliedri che, per facilitare l’accesso al credito delle famiglie e delle imprese, propone una misura che produrrebbe, al contrario, profonde restrizioni. Con un impatto stimabile in una riduzione di un altro 0,5 del già magro PIL atteso nel 2009. Nello specifico l’emendamento 14.09 propone la cancellazione delle segnalazioni negative pregresse (Comma 3), future (Comma 1) e quelle regolarizzate (Comma 2) dalle Centrali Rischi pubbliche e dai SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie), utilizzati da banche e intermediari finanziari come fonte essenziale per la valutazione del merito di credito dei creditori. L’intendimento dell’emendamento? Stando al resoconto pubblico della seduta di martedì 23 dicembre delle Commissioni Riunite V e VI della Camera: “non applicare gli ordinari criteri di attivazione delle procedure di tutela bancaria in periodi di crisi come l’attuale, onde evitare che finiscano iscritte nella centrale dei cattivi pagatori anche famiglie che non sono insolventi e che stanno solo attraversando un momento di difficoltà congiunturale.”. Più in dettaglio, l’emendamento in questione produrrebbe i seguenti effetti sui Sistemi di Informazioni creditizie: ![]()
Le insolvenze precedenti hanno un’importanza fondamentale nel determinare i futuri comportamenti di imprese e consumatori, poiché esiste una forte correlazione tra il comportamento di rimborso negli anni precedenti e i futuri comportamenti. La mancata conoscenza delle insolvenze precedenti a carico di pochi consumatori e di poche imprese produce, invece, gravi svantaggi per la stragrande maggioranza di buoni pagatori. È opportuno infatti ricordare che sui Sistemi di Informazioni creditizie: 1. consumatori e imprese che pagano regolarmente rappresentano circa il 95% del totale; 2. consumatori e imprese che NON rimborsano regolarmente i finanziamenti sono circa il 5% del totale, di cui: · circa il 2% con insolvenze lievi (fino a 2 rate insolute); · circa lo 0,5% con insolvenze gravi (>=3 rate insolute); · circa il 2,5% con sofferenze di almeno 6 rate e passaggi a perdita. Ma è quantificabile il danno a consumatori e imprese virtuosi che verrebbe arrecato dall’emendamento in questione? La risposta è sì perché la questione fu già discussa pubblicamente nel 2003, in sede di regolamentazione dei Sistemi di Informazioni Creditizie. Una ricerca condotta da Nomisma (L’impatto economico del credito al consumo in Italia, Nomisma, novembre 2003) evidenziò, tral’altro, quanto segue:
L’emendamento in questione prevede l’eliminazione delle informazioni negative, salvando cioè le informazioni positive relative ai rimborsi regolari.
Per maggiori informazioni:
Il Centro Studi di
Antonio Iuri Donati Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo sito www.liberidaidebiti.it Tel. 0586/444207 Cell.333/4035488 Arianna Camici Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Tel. 0586/444207 |
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