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Continua a rallentare il credito alle famiglie | Continua a rallentare il credito alle famiglie |
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CONTINUA A RALLENTARE IL CREDITO ALLE FAMIGLIE.IL CREDITO AL CONSUMO, PUR IN FRENATA, RIMANE IL COMPARTO PIÙ VIVACE (+8% CONTRO IL+13,9% DEL 2007), MENTRE I MUTUI IMMOBILIARI FANNO REGISTRARE UNA FLESSIONE DEL -5%
Solo per il 2010 si prospetta una ripresa dei ritmi di crescita del mercato.
Milano, 17 Dicembre 2008 – Il credito alle famiglie nel nostro Paese continua a evidenziare un trend di progressivo rallentamento, in atto già nel corso del 2007 e comune ai Paesi dell’area Euro, risultando fortemente condizionato dagli effetti della crisi finanziaria. A fine giugno 2008, i finanziamenti complessivi alle famiglie hanno segnato un incremento del +3,6%, contro il +9,2% registrato alla fine del 2007.
A fronte del progressivo aumento dei tassi d’interesse, dell’indebolimento del mercato immobiliare e del peggioramento del clima di fiducia, le famiglie italiane hanno evidenziato un atteggiamento più cauto nel ricorso al credito. Agli effetti di rallentamento della domanda si sono aggiunti quelli derivanti da politiche di offerta più caute e dalla difficoltà di funding degli operatori.
Sul fronte dell’offerta in un contesto sempre più concorrenziale, gli operatori hanno continuato a favorire l’innovazione di prodotto e la flessibilità delle condizioni applicate in una logica volta a rispondere meglio al mutamento dei bisogni delle famiglie. Anche in risposta alle sollecitazioni delle Istituzioni, l’attenzione degli operatori è stata rivolta a facilitare la sostenibilità degli oneri sul debito a fronte di un maggiore orientamento, anche da parte del cliente, al credito responsabile.
Sono queste alcune delle principali evidenze emerse dalla venticinquesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia.
Il credito al consumo, pur se in rallentamento, è rimasto il comparto con la crescita più intensa rispetto alle altre forme di finanziamento alle famiglie, evidenziando, a fine giugno 2008, un aumento del +8% rispetto allo stesso periodo del 2007. In questo comparto, la debolezza della domanda delle famiglie ha risentito in particolare del rallentamento dei consumi, specie nella componente dei beni durevoli, che hanno registrato una flessione del -6% circa nel primo semestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche per effetto del calo delle immatricolazioni.
Contemporaneamente si è registrata un’ulteriore ricomposizione del portafoglio verso forme di credito diretto, in linea con una maggiore personalizzazione dell’offerta rispetto alle esigenze delle famiglie. È così ulteriormente aumentata l’incidenza di tali tipologie di finanziamento, visibile soprattutto nel dettaglio dell’attività delle istituzioni finanziarie specializzate: la quota dei finanziamenti non finalizzati si è portata, infatti, nel primo semestre 2008 al 57% circa del totale dei flussi erogati. Hanno sostenuto il mercato, in particolare, i crediti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (+39,4% a giugno 2008 rispetto allo stesso mese del 2007) e i prestiti personali (+14,5%), mentre i prestiti finalizzati hanno registrato una contrazione del -10,4% nel primo semestre del 2008 rispetto al corrispondente periodo del 2007.
Infine, è continuato nel corso della prima parte del 2008 il processo di trasferimento, da parte di alcune banche generaliste, dell’attività relativa ai prestiti diretti, a società prodotto specializzate. Tale processo nel tempo ha determinato una profonda trasformazione del mercato riflettendo una sempre maggiore integrazione tra banche generaliste e istituzioni finanziarie specializzate.
Nel comparto dei mutui il rallentamento della domanda delle famiglie, già in atto prima dell’estate 2007, sconta la flessione del mercato immobiliare e il contesto di incertezza, riflettendosi in una frenata nella crescita delle consistenze (che evidenziano un incremento del +0,7% a giugno 2008 rispetto al +9,4% di giugno 2007) e in una contrazione del -5% circa dei flussi finanziati per l’acquisto di abitazioni nel primo semestre del 2008 rispetto al primo semestre del 2007. Il mercato ha tuttavia beneficiato della crescente richiesta da parte delle famiglie di sostituzione di contratti divenuti troppo onerosi, anche grazie agli interventi a favore della portabilità, ricomponendosi ulteriormente verso prodotti a tasso fisso (che arrivano a rappresentare, a giugno 2008, circa il 65% delle nuove erogazioni del sistema). In risposta ai mutamenti delle condizioni ambientali il mercato italiano sta evidenziando elementi di cambiamento osservabile in una progressiva maggiore diffusione dei mutui di sostituzione e di surroga.
Dall’analisi dei flussi finanziati di credito alle famiglie dal complesso degli operatori (banche generaliste e istituzioni finanziarie specializzate) relativamente alla distribuzione per classi di età si evidenzia il progressivo spostamento delle erogazioni verso la clientela più giovane. Dal 2006 la classe di età inferiore ai 35 anni assume infatti un peso via via maggiore a discapito delle classi superiori ai 55 anni di età, sia nel credito al consumo sia nei mutui.
Complessivamente il debito delle famiglie italiane continua a essere ridotto nel confronto internazionale, attestandosi in rapporto al Pil, a giugno 2008, al 33,7%, pari a circa la metà del livello medio dell’area Euro e a un terzo di quello osservato negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Nel primo semestre del 2008 è stata registrata anche una contrazione del debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile, che si è portato intorno al 49%, rispetto al 50% evidenziato nel 2007, riflettendo tuttavia anche il ricorso degli operatori a operazioni di cartolarizzazione, in ripresa in questo periodo, che hanno influito sulla riduzione dello stock degli impieghi. Il tasso di indebitamento delle famiglie italiane rimane quindi molto al di sotto di quello dei principali paesi europei (nel 2007 il livello dell’indicatore si è infatti attestato al 73,7% in Francia, circa al 100% in Germania, al 132% in Spagna e al 169% nel Regno Unito).
L’evoluzione della rischiosità del mercato del credito al dettaglio si colloca in un quadro congiunturale di deterioramento delle condizioni economiche nazionali.
Per il credito al consumo si rileva un lieve aumento sia degli indicatori di rischio dinamici, ossia del tasso di default che registra le nuove sofferenze nel periodo in esame (almeno 6 rate scadute e non pagate) e che si è attestato al 2,3% a giugno 2008, con un aumento dello 0,2% rispetto a fine 2007, sia delle componenti principali degli indicatori di natura statica (tra cui i tassi di sofferenza).
Anche per i mutui immobiliari l’evoluzione della rischiosità del mercato mostra un trend di crescita: a giugno 2008 il tasso di default si attesta all’1,4%, con un aumento nel corso dell’ultimo anno pari a 0,3 punti percentuali. Relativamente ai finanziamenti immobiliari, una minore qualità del credito si riscontra in misura più marcata nei mutui di più lunga durata e di importo più elevato.
La tendenza all’aumento del default si coniuga con le mutate condizioni dell’economia nazionale e quindi della clientela. Nel primo semestre 2008 si è assistito infatti, da un lato, a maggiori tensioni sull’equilibrio finanziario delle famiglie, originate dalla stazionarietà dei redditi reali, dall’ancora elevato livello dei tassi di interesse e da una inflazione particolarmente alta e, dall’altro, a un contestuale rallentamento della crescita del mercato dei prestiti che incide sullo stock degli impieghi.
Dai dati previsionali emerge chiaramente che la debolezza del ciclo economico e il mantenimento delle tensioni sui mercati finanziari limiteranno - anche nel 2009 - la crescita della domanda di credito delle famiglie. Solo nel 2010 ci si potrà aspettare una ripresa dei ritmi di crescita del mercato.
Assorbiti gli effetti straordinari evidenziati nel 2008, dal 2009 il tasso di indebitamento è previsto registrare un graduale aumento riportandosi alla fine del 2010 sopra al 47%, ancora ben al di sotto della media dell’area Euro. A fronte della debolezza del comparto dei mutui, il credito al consumo assumerà sempre maggiore rilevanza tra le forme di finanziamento alle famiglie.
Nel biennio 2009-2010 i finanziamenti al consumo dovrebbero evidenziare un progressivo miglioramento dei ritmi di crescita, pari rispettivamente al +6,2% e al +8,5%, a fronte del +5% stimato per la fine del 2008. L’evoluzione del mercato dovrebbe ancora accompagnarsi a una maggiore integrazione tra i gruppi bancari e le società specializzate e a un’ulteriore ricomposizione verso le forme di credito diretto.
Alla fine del 2008 la crescita dello stock di mutui delle famiglie dovrebbe diminuire del -10% circa riflettendo le ingenti operazioni straordinarie registrate nel corso dell’anno e il raffreddamento della domanda. Nel biennio 2009-2010, riassorbiti gli effetti straordinari la crescita dei prestiti per l’acquisto di abitazioni dovrebbe attestarsi rispettivamente al +2,4% e al +3,5%.
(Fonte: Assofin – CRIF – Prometeia)
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